Le vicende remote

Formigara era situata al limite meridionale dell’Insula Fulcheria. In essa trovarono scampo e rifugio le popolazioni limitrofe al momento delle invasioni barbariche dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente.
All’epoca Formigara era un villaggio di poche capanne di pescatori.

E’ difficile documentare l’esistenza di Formigara in periodi antecedenti quello alto medioevale anche se ancora oggi sono riconoscibili tracce inequivocabili della centuriazione romana. Certa è invece l’esistenza di un insediamento fortificato longobardo dove oggi è situata la cascina S.Eurosia. Nel 1300 circa vi erano pochi casolari e alcune capanne di pastori che vendevano la lana.


Il territorio di Formigara e Cornaleto era posto sotto il dominio del vescovo di Cremona che lo concesse in feudo. Proprietaria del latifondo era la famiglia Fondulo di Cremona. Nella prima metà del 1400 Cabrino Fondulo estese la coltivazione, ampliò un’antica cappella dove oggi sorge la chiesa parrocchiale, e gettò le fondamenta del castello. Si costruì una segheria di legnami sfruttando il salto dell’acqua proveniente da una roggia che precipitava da un’alta collinetta, lì accanto vi si insediarono altri casolari, la località viene ancora denominata “ Ressega”.


Il 15 gennaio 1447 Francesco Sforza in veste di Signore di Cremona e capitano della lega, concedeva a Giacomazzo Guarna Salerno tutti i beni e le proprietà che erano state di Cabrino Fondulo, come compenso per la sua condotta nella tutela dello stato. Nel 1475 il duca Galeazzo Maria Sforza concedeva uguali privilegi a Bartolomeo figlio di Giacomazzo.
Bartolomeo Guarna Salerno eresse varie case e cascine con il materiale del distrutto convento di S. Cristina e Formigara prese il nome di Cascinaggio. Con la pace di Lodi, Renato I° Trivulzio fu inviato a Cremona in qualità di luogo tenente ducale; già signore di Cornaleto e possessore di diversi latifondi nella zona, nel 1486 ricevette tutti i beni relativi al territorio di Formigara . Trivulzio favorì lo sviluppo agricolo, il feudo di Formigara e le terre di Cornaleto passarono poi in eredità alle figlie Margherita e Lucia e da queste ai conti Borromei e Arconati di Milano. Quindi fu concesso in feudo ai signori Archetti di Brescia ai quali risultava ancora infeudata nel 1742. Il territorio era retto da due sindaci eletti o confermati dai capi famiglia delle comunità. Il consiglio si riuniva unitamente al tesoriere, che era un agente del feudatario, per l’approvazione del bilancio e l’imposizione delle tasse.
In base al compartimento entrato in vigore dal 1° gennaio 1810, pubblicato in seguito alle concentrazione dei comuni avvenute in attuazione del decreto 14 luglio 1807, nel comune denominativo di Formigara furono concentrati i comuni di Formigara e Cornaleto.


Tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento si verificò l’espansione dell’abitato con la costruzione della maggior parte delle abitazioni ancor oggi esistenti. Nel 1983 con referendum consultivo ci fu il distacco da Gombito e l’aggregazione al comune di Formigara della borgata di Boffalora con un aumento della popolazione di circa 70 anime.

PERSONAGGI ILLUSTRI
Trivulzio Margherita in Borromeo, nata a Formigara sposò Giulio Cesare Borromeo e fu madre di Federigo il Cardinale tanto ammirato da Alessandro Manzoni. Donna di ottima cultura si distinse negli studi delle lettere latine e fondò il collegio delle Fanciulle di Arona. Morì nel 1601

Elisa Germani in Belviolandi, (1900 – 1985) pittrice, scultrice, maestra e direttrice didattica. Notevoli le 14 stazioni della Via Crucis dipinte su legno per la chiesa di S. Giuseppe operaio a Cengio (SV). Negli anni ’50 aprì una scuola per il completamento degli studi dell’obbligo nel carcere di Pizzighetone.